Non solo dentifricio e spazzolino, anche la saliva aiuta a proteggere attivamente dalla carie. Secondo un nuovo studio pubblicato su Applied and Environmental Microbiology da Katharina Ribbeck, esperta del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge e Erica Shapiro Frenkel dell’Università di Harvard, il muco presente al suo interno difenderebbe i denti impedendo allo Streptococcus mutans di formare i biofilm sotto ai quali prolifera portando alla formazione della carie.

Gli autori dello studio hanno concentrato le loro attenzioni su una particolare componente del muco, la mucina MUC5B. Già in passato alcune ricerche avevano analizzato il ruolo delle mucine presenti nello stomaco, svelando il loro ruolo protettivo nei confronti dei patogeni polmonari. Inoltre problemi nella produzione di queste molecole sono stati associati a malattie come la fibrosi cistica, la colite ulcerosa e l’asma. “Ci sono sono sempre più prove che le mucine non sono solo una parte del muco in grado di conferire struttura o protezione fisica – spiega Frenkel – ma che giocano un ruolo attivo nella protezione dell’ospite dai patogeni e nel mantenimento di un contesto microbico sano”.

I risultati ottenuti rafforzano l’idea che le mucine abbiano un ruolo che va ben oltre quello strutturale. La loro azione non riguarda però la riduzione dei livelli di S. mutans; le mucine non sono nemmeno in grado di uccidere il batterio, piuttosto la mantengono in sospensione nella saliva, riducendo la formazione dei biofilm. Questo effetto, spiega Frenkel, “è particolarmente significativo nel caso di S. mutans, perché forma carie solo quando è attaccato o è all’interno di un biofilm sula superficie dei denti”.

Secondo la ricercatrice questa scoperta suggerisce che piuttosto che affidarsi a mezzi esterni come i trattamenti a base di fluoro per proteggere i denti dalle carie bisognerebbe migliorare le difese naturali dell’organismo. “La situazione ideale – precisa Frenkel – è semplicemente attenuare la virulenza del batterio”.