Molti genitori tendono a trascurare la cura e l’igiene dei denti dei propri figli perché vittime di luoghi comuni, spesso infondati. Primo tra tutti, quello che i denti da latte non vadano tutelati perché destinati a cadere. A dirlo gli esperti dell’Istituto Stomatologico italiano di Milano, che sottolineano come i denti decidui (questo il loro nome scientifico) siano fondamentali per lo sviluppo della bocca, sia per la funzione masticatoria sia per la crescita regolare della mandibola e della mascella.

Ma quando spunta il primo dentino e quando cade l’ultimo? «Il primo spunta intorno ai sei mesi, – spiega Sandro Siervo, direttore Scientifico dell’Istituto – l’ultimo cade a circa dodici anni. Negli ultimi tempi si è notata un’accelerazione della permuta che risulta a volte già completata a undici anni, con la perdita anticipata di tutti i denti da latte». Perdita anticipata che nuoce allo sviluppo della fonazione, «perché i denti da latte forniscono il sigillo anteriore, il contatto fra i denti superiori e inferiori. – continua Siervo  – Senza i denti il bambino non riesce a pronunciare correttamente alcuni fonemi come la S o la F e può sviluppare alterazioni del linguaggio».

Ma quali sono i problemi del cavo orale più comuni nei bambini piccoli? «Innanzitutto il trauma: il bambino inizia a camminare e la caduta accidentale è dietro l’angolo. – spiega ancora il direttore – Il secondo è la sindrome da biberon, ovvero la cattiva abitudine di dare al bambino fuori pasto, soprattutto la sera, il biberon con latte, miele, zucchero, che facilita la comparsa di carie. Infine, l’uso del ciuccio e l’abitudine del piccolo a succhiare il dito, pratiche che tendono a spostare i denti in posizioni errate, ma anche a modificare la corretta crescita delle ossa mascellari».

E in tempo di vacanze gli esperti dell’Istituto raccomandano alcuni consigli che si basano sull’ampia casistica (oltre 2.000 piccoli pazienti ogni anno), raccolta. Tre le principali raccomandazioni: lavare i denti tutti i giorni, no al biberon prima di dormire e che cosa fare se cade un dente in vacanza. In dettaglio, anche se d’estate si è spesso fuori casa, è consigliabile anche per i più piccoli lavare i denti tre volte al giorno, dopo ogni pasto. Se non sono ancora spuntati i primi dentini, è opportuno pulire le gengive con una garzina almeno due volte al giorno. E quando i denti cominciano a fuoriuscire, bisogna usare uno spazzolino dalle setole molto morbide. Inoltre, è importante non lasciare addormentare il bambino con il biberon, perché questa abitudine è causa di carie, così come il ciuccio immerso nel miele o nello zucchero. I genitori, in vacanza, possono approfittare del maggior tempo che trascorrono con i figli per eliminare questa cattiva abitudine.

Che cosa fare, infine, se cade un dente in vacanza? In caso di rottura di un grosso frammento o di perdita di un dente permanente, è necessario portare il bambino subito dal dentista, per intervenire nel più breve tempo possibile. Ma anche in caso di rottura di un dente da latte, è bene effettuare una visita, perché prima che il corrispettivo dente permanente sia cresciuto, potrebbe essere necessario l’uso di un mantenitore di spazio.

Fonte: salute.ilgiornale.it